domenica 20 luglio 2008

L' incubo americano

Noi spesso ci lamentiamo della bellicosità degli Stati Uniti, ma cosa vogliamo pretendere da una nazione che si è fondata grazie ad un genocidio?
E vogliamo dimenticarci che siamo stati proprio noi europei a causarlo? Prima di Colombo, il territorio nordamericano era popolato da numerose tribù che chiamiamo in maniera poco consona "Indiani D'America" o "Pellirossa", dopo il nostro arrivo ne sono rimasti qualche centinaio.

Ma che cosa ha veramente causato lo sterminio di una popolazione, che all'arrivo dei coloni, era di oltre tre milioni di persone? Non certo la "bellicosità" degli indiani, che accolsero con benevolenza e fiducia l'arrivo dell'Uomo Bianco. Il motivo, invece, sta proprio nel modo in cui gli indiani concepivano l'esistenza e i rapporti sociali, diametralmente opposto a quello degli europei.
La lotta fra le tribù non rappresentava il semplice sfogo di un istinto guerriero , ma la tendenza innata a rifiutare il concetto di "Stato": era la maniera per impedire raggruppamenti e unioni dominanti. E, badate bene, la tribù non veniva annientata e nè si acquisivano i loro territori. Questa concezione di vita venne presa da noi Bianchi "portatori di civiltà" come prova che gli indiani fossero selvaggi e per quanto possa sembrare assurdo, la loro vera colpa fu l'eccesso di democraticità. Anche il più rispettato dei capi, se manifestava tendenze dispotiche, non veniva seguito dalla tribù in battaglia.

Gli Irokesi sono stati definiti "i Greci d'America" per aver sviluppato la forma più alta di democrazia nella storia dell'umanità: senza bisogno di polizie, eserciti, giudici e prigioni, riuscirono a garantire per secoli l'autogoverno con la Lega delle Cinque Nazioni, grazie alla mancanza di capi assoluti e di potere centralizzato.
Come vedete, carissime teste di capra, l'utopia è stata possibile realizzarla e non è vero che va contro la natura dell'uomo, ma a noi occidentali non garbava tutto questo e avevamo bisogno degli spazi vitali e distruggere ogni forma di società libera. E noi occidentali non potevamo comprendere che esistesse una società non concepita come insieme di dominatori e dominati.
Per non parlare del puritanesimo anglosassone non potesse mai accettare la libertà sessuale delle donne indiane , perchè loro facevano normalmente uso di contraccettivi a base di erbe e avevano la possibilità di divorziare o di rifiutare uno sposo scelto dai padri.

Li abbiamo sterminati uno ad uno, prima gli abbiamo portato le malattie, poi ammazzato tutti i bisonti, poi distrutto tutte le foreste, gli abbiamo ammazzato anche i neonati perchè secondo un generale :" Le uova di pidocchio producono pidocchi".

L a strage simbolo per capire di che pasta eravamo fatti( e forse siamo) noi occidentali è quella dell'assalto al campo di Motavato vicino al fiume Sand Creek, proprio come la canzone di De Andrè.
Il campo fu assalito di notte e Giorge Bent, un meticcio adottato dalla tibù proprio come il protagonista del bellissimo film "Balla con i lupi" disse :" Vidi Motavato con una grande bandiera degli Stati Uniti. Lo sentii gridare alla gente di non aver paura, che i soldati non avrebbero fatto loro del male. Poi le truppe aprirono il fuoco dai due lati del campo".
Poi continuò:" Fu una carneficina indiscriminata di uomini, donne e bambini, Una quarantina di squaw avevano trovato riparo in un anfratto. Mandarono fuori una bambina di sei anni con la bandiera bianca attaccata a un bastoncino. Riuscì a fare solo pochi passi, e cadde fulminata..."


Mi fermo qui, perchè poi comincio a innervosirmi. Io questo post lo dedico a quella bambina di sei anni, e ai genitori che non immaginavano come l'Uomo Bianco potesse essere così animale.
E se qualcuno mi parla ancora degli Stati Uniti come una grande nazione da prendere esempio, mi dispiace ma me lo mangio vivo.


25 commenti:

Pellescura ha detto...

Bel post.
Mi hai dato, tra l'altro, lo spunto per mettere musica e testo di fiume sand creeck nel mio blog

Silvia ha detto...

Beh, allora vorrà dire che banchetteremo insieme: perchè anch'io lo mangio vivo il prossimo che osa venirmi a dire che "Gli Stati Uniti sono la più grande democrazia del mondo". Gli americani sono i più grandi assassini, affamatori, ipocriti che ci sono al mondo, piuttosto! E io li detesto con tutto il cuore...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Gli europei....Se pensiamo a tutto quello che l'amata e democratica europa ha fatto in giro per il mondo, non ci resta che vergonarci. Anche gli spagnoli nell'America centrale e del sud non hanno scherzato.Senza dimenticare il Monzambico e altre nazioni africane annientate dai pidocchi europei. Si, perchè questo dimostra che i pidocchi sono proprio in casa nostra.
Allora ricordiamo quella bambina, ma anche tutti i bambini che hanno pagato per la stupidità e il crimine umano.
Ps: la canzone di De Andrè è una delle più belle. Almeno per me. Ciaooo

Franca ha detto...

E se qualcuno mi parla ancora degli Stati Uniti come una grande nazione da prendere esempio...

Io sicuramente no...

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Per voi uomini bianchi il Paradiso è in cielo;
per noi, il Paradiso è la Terra.
Quando ci avete rubato la Terra, ci avete rubato il Paradiso.

Piccola foglia.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Una nazione che nasce su un genocidio in effetti non si presenta molto bene, o almeno non dovrebbe....

Purtroppo, non sono soli e quindi sono riusciti ad imporsi ed a fare comunella con chi è come loro....

Grande dedica, grande post.

E da parte mia sempre più voglia di giustizia che non riesco a trovare. Nè ora nè per il passato.

Paola Pavese ha detto...

L'America, o meglio gli Stati Uniti, somo fatti di molte cose, in parte sono fatti della nostra anima, dei nostri desideri e non ce ne possiamo tirare fuori, dai nostri desideri, anche se abbiamo studiato altri mondi e desiderato altri orizzonti. L'America poi, è fatta dal dolore di tutti coloro che l'hanno costruita, neri o armeni, deportati o arrivati con le carrette del mare dei secoli scorsi.Vi ricordate di Katrina, del dolore di New Orleans? In quei giorni a chi mi diceva che l'America si meritava la sua parte di disgrazie, me lo sarei mangiato. Perchè i neri d'America hanno la misura colma della loro parte di disgrazie. L'America è tante cose, è anche il tentativo degli afroamericani di resistere, per ciò che sono: esseri umani con tradizioni preziose.
Ho letto il tuo post, Incarcerato, tornata dal Pigorini, il museo entografico che abbiamo a Roma. Cercavo tracce e pitture degli aborigini australiani. Io, come te, come molti di noi, sono alla ricerca di parole, di forme che ci possano riportare al centro dell'esperienza umana. Ma non è cercando e inanellando nemici, continuando a dividere, distinguere, a dire "questo no! e no, questo proprio non mi appartiene!" che troveremo delle strade da percorrere. Sarebbe troppo semplice. Ogni essere umano ha dentro di sè l'orrore dei conquistadores e la purezza di un bambino. Certo, poi ci sono le responsabilità oggettive e l'America e l'Inghilterra hanno colpe terrificanti. Ma la nostra colpa più grande, quella di noi ocidentali intendo, per me, è quella di non riuscire a concepire gli esseri umani come esseri dai mille volti che hanno bisogno di sentieri differenti per trovare se stessi. Noi procediamo tutti in una sola o in poche direzioni e consideriamo nemici tutti coloro che percorrono vie diverse dalla nostra. Vabbé, scusa per la lunghezza e per il desiderio di fare la maestrina, che traspare anche troppo chiaramente da quello che ho scritto. Comunque, buon lavoro!

l'incarcerato ha detto...

Invece ti ringrazio, Paola, per il tuo prezioso commento. E' vero, noi tutti abbiamo la pretesa di dividere,di colpevolizzare, di non guardare i mille volti di una determinata realtà e anche, aggiungo, di deresponsabilizzarci.
Io amo gli Stati Uniti di Ernest Hemingway, della resistenza afroamericana, di Malcom x, di Martin Luter King, di tutti i diseredati. E non posso credere che tu abbia incontrato gente che diceva che l'America si meritava la sua parte di disgrazie, riferendosi alla catastrofe di New Orleans.
Come tutte le catastrofi, naturali o bellicose, sappiamo che le vittime sono sempre i poveri e diseredati. I potenti, oppure la gente che vive con molti soldi, sono sempre protetti e i primi ad essere soccorsi.

Io non mi tiro indietro e non a caso quando ho parlato del genocidio commesso in America, io ho parlata in quarta persona.
Vero anche che ognuno di noi non è del tutto giusto, non c'è solo del bene, anzi è anche difficile riuscire a scovare cosa sia il bene o il male in ognuno di noi. E cosa sia la nostra parte pura e quella marcia.

Buon lavoro anche a te e buona ricerca! E grazie ancora per il tuo intervento!

articolo21 ha detto...

Sempre ottimo l'incarcerato.

Ele ha detto...

ciao incarcarato!
anche oggi argomento interessante...non ho mai pensato che gli Stati Uniti fossero un paese democratico..anzi, tutt'altro...
purtroppo tutto questo non si è verificato solo con gli indiani d'America..pensiamo anche agli indigeni dell'Australia..per non parlare della stessa Africa...insomma...è un circolo vizioso

Alzata con pugno ha detto...

seppellite il mio cuore a Wounded-Knee

il Russo ha detto...

Gli Stati Uniti sono la democrazia del pensiero unico: noi siamo il meglio, tutti gli altri ci sono inferiori. Convinti loro....

bradipa ribelle ha detto...

"Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek."

fabrizio de andrè

Fra ha detto...

Gli stati uniti hanno da sempre basato il loro potere sull'oppressione e la guerra. Prima hanno schiacciato gli indiani, poi i neri e tutte le minoranze che non erano degne di mischiarsi con il sangue anglosassone, le stesse braccia che hanno arato i loro campi, costruito le loro case, lavorato nelle loro fabbriche. Poi forti del loro potere hanno voluto regalare il loro modello di democrazie a tante altre nazioni.
Bello il sogno americano, no?

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ci tengo a precisare che essere contro gli Stati Uniti, non vuol dire essere contro a tutto il popolo statunitense, ma contro la politica delle sue amministrazioni.Poi, non possiamo certo incolpare le generazioni di adesso per quello che hanno fatto i suoi antenati, ma la storia è storia. Certo, ci sono americani da apprezzare ma è la politica delle multinazionali e del capitalismo selvaggio a dover essere criticata.

emanuela ha detto...

Anche io penso che gli USA non siano l'esempio democratico che in molti cercano di sbandierare, anche io penso che abbiano fondato la loro nascita su un orribile genocidio, ma concordo con il desiderio di uscire dalla ricerca dei nemici. Mi associo alla tua terribile dedica

Saretta ha detto...

ieri ho sentito questa frase: "a furia di esportare democrazia, gli stati uniti, hanno finito per non averne più per loro".

io0 sono convinta che abbiamo moltissimo da imparare dai pellerossa; avevano capito moltissime cose.

sole ha detto...

la penso come te!!
gli stati uniti,possono essere potenti,ci vivono un sacco di persone,tutto quello che vuoi...ma questa no,che gli U.S.A. E GETTA sono la più grande democrazia del mondo!!!UQESTO PROPRIO NON L'ACCETTO!!

HANNO COLONIZZATO QUELLA TERRA CHE PRIMA DELL'ARRIVO DI COLOMBO,SECONDO ME ERA FANTASTICA!CON DELLE GRANDI FORESTE DOE GLI INDIGENI O PELLEROSSA POTEVANO VIVERE AL LORO MODO,SEGUENDO LE LORO REGOLE...E SECONDO ME,VIVEVANO,VIVONO MOLTO MEGLIO DI NOI,perchè non hanno tutte queste tecnologie che abbiamo noi!

ora ti saluto!

ciao ciao!

Anna ha detto...

Gli Stati Uniti sono una grande nazione, retta da un sistema criminale. Noi ci stiamo sempre più allineando.

Anonimo ha detto...

Con l'odio sociale, altro odio sociale

Alicesu ha detto...

ma qualcuno dice ancora che gli stati uniti sono da prendere ad esempio?
Sarebbe da mandare questo qualcuno a vivere in qualche paese bombardato per sbaglio...

elena ha detto...

Hai ragione, Paola: quello che ci manca è la tolleranza. Lo vediamo anche qui da noi, soprattutto ultimamente: il diverso è inferiore e va combattuto. Sistema molto comodo, innanzitutto per il potere, che ci dà un capro espiatorio su cui sfogare le nostre miserie.
"fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te"... ma è così difficile...
Possiamo interpretare l'America come un simbolo di ciò che tutti siamo: un insieme di buono e cattivo. Ma riconoscere il male non deve, mai, arrivare a giustificarlo. E nemmeno ad accettarlo. Sia in noi che nel mondo.
Però questa è solo la mia opinione...

Gatta bastarda ha detto...

come sempre canzone azzeccatissima...
grande de andrè... e grande incarcerato bel post davvero...

Fiordaliso ha detto...

L' America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e pura, la libertà, e dall'alto fiera abbraccia tutta quanta la nazione... Guccini

Questa canzone di De Andrè mi fa sempre uscire la lacrimuccia... e pensare alla fine che hanno fatto gli indiani d'america mi fa venire i brividi.
Odio Bush e la sua prepotente politica di guerra ma non credo che l'America sia il male così come non credo che vada presa come esempio di democrazia che funziona.

Anonimo ha detto...

Caro fratello quello che scrivi é giusto come al solito.
Voglio aggiungere qualche nota.
A sterminare i nativi americani furono gli inglesi (i primi ad accorgersi della ricchezza delle terre americane ed ad abbandonare un Inghelterra all´ epoca in forte crisi)i francesi e gli spagnoli. Inizialmente vivevano pacificamente pellirossa e bianchi aiutandosi a vicenda, si tratto di una vera e propria convivenza. Ma quando i coloni misero in discussione il termine "propriety" proprieta , sconosciuto al democratico popolo indiano e quando imposero il loro sistema capitalistico(condiviso dal puritanesimo, religione dei coloni inglesi) cominciarono cruenti battaglie, massacri e lo sterminio.
Josephine