martedì 24 giugno 2008

Fiori e schiavitù

Care teste di capra, cosa rappresentano i fiori per voi? Per gli scienziati sono un insieme di clorofilla, cellule e di elementi azotati; per la gente è una stupenda immagine di felicità o di rammarico e soprattutto, per la donna , è lo specchio del sentimento dove plasma tutta la sua dolcezza. Regalare i fiori a voi donne è sempre un buon rimedio per riparare agli innumerevoli torti che facciamo.
Ma per tante persone, i fiori rappresentano violenze, sciagure, sfruttamento, stupri, danni ambientali e mi scuso se guasto il quadro idilliaco iniziale ma questa globalizzazione mi ha rovinato il gusto di assaporare le poesie di un Neruda quando riesce a comporre dei versi bellissimi traendo ispirazione dai fiori.
Provate ad andare ad un fioraio qualsiasi, anzi ancora meglio da un ingrosso e richiedete ad esempio una bella confezione di rose ma di produzione italiana, rimarrete stupiti quando vi diranno che non ci sono, o meglio che sono talmente poche e molto costose. Si perchè i fiori provengono quasi totalmente dal Kenya e paradossalmente costano meno dei fiori di San Remo. L'industria dei fiori rappresenta una delle principali entrate finanziarie per il Kenya dopo il turismo, ma rappresenta anche la peggiore realtà di sfruttamento delle donne che lavorano in condizioni senza una minima sicurezza, senza nessuna garanzia sindacale, dove molte di loro muoiono di malattie contratte dai forti pesticidi e tante di loro vengono addirittura violentate. Per questo motivo costano pochissimo e invadono il mercato dei fiori , qui in Italia il novanta percento dei fiori che compriamo provengono dal Kenya e da paesi asiatici.
E non finisce qui! Sicuramente sapete che le guerre attuali non si fanno più per il petrolio, ma principalmente per un bene più importante: l'Acqua. Non a caso su 1,2 miliardi di persone che ufficialmente non hanno accesso all'acqua potabile, più di 400 milioni sono africani. E non a caso l'associazione americana Food and Water Watch, ha proposto di
organizzare una campagna a favore del risanamento del grande lago keniano Nashia, in via di prosciugamento a causa dello "sfruttamento predatore" di cui è stato oggetto in questi anni da parte delle industria dei fiori, in particolare delle imprese olandesi.

E allora se vogliamo regalare o ricevere un fiore, coltiviamolo.

Ma voi adorabili teste di capra mi direste anche di ricorrere all'altra alternativa, ovvero di comprare fiori di produzione italiana. E anche qui sono costretto a non darvi ragione perchè anche nella nostra civilissima Italia, numerosi "rispettabili"imprenditori, fanno lavorare nelle serre molti stranieri non in regola e per questo motivo ricattabili. Si perchè sono costretti a lavorare dentro le serre senza protezioni e respirare pesticidi e fitofarmaci, quindi molti di loro contraggono malattie respiratorie e alcuni ,a lungo andare, anche tumori. Ma non esistono, sono clandestini. Questa è la realtà che c'è dietro un semplice mazzo di fiori: violenze di tutti i tipi.


Non vogliamo solo il pane, ma anche le rose. Pulite però!








22 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

Nel mio paesello fortunatamente i pochi fiorai (tranne interflora, credo), prendono i fiori da serre locali, probabilmente perchè hanno uno smercio così limitato da non potersi permettere acquisti di grossa entità. Preferisco comunque avere regalata una pianta piuttosto che fiori, o quando ci sono, fiori di stagione, profumatissimi e splendidi, assolutamente locali ;)

Andrea ha detto...

Non avevo veramante idea di questo fatto.... mi preoccupa l'idea delle decine ,se non centinaia, di casi e prodotti con dietro questi gironi infernali..

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Io non amo regalare fiori.E non solo per questo motivo.

Regalare un fiore vuol dire uccidere il fiore stesso visto che viene reciso.

Non amo regalare una vita che muore.

Tutto, tutto ma non un fiore.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Mi verrebbe da dire caro hermano: " al posto dei fiori, regaliamo il nostro cuore." Purtroppo questa globalizzazione, fondata sullo sfruttamento di esseri umani e risorse, è riuscita a deturpare anche la bellezza dei fiori.. Quando troveremo la fine a tutto ciò?!

Silvia ha detto...

Ma bene! Sono riusciti a violentare anche l'innocenza dei fiori per i loro porci interessi! Ci mancava solo questa! Mi domando, esiste ancora qualche cosa a questo mondo che non sia stata prodotta sul sangue, sulla dignità, sulla vita di un individuo?

"...L'industria dei fiori rappresenta una delle principali entrate finanziarie per il Kenya dopo il turismo, ma rappresenta anche la peggiore realtà di sfruttamento delle donne che lavorano in condizioni senza una minima sicurezza, senza nessuna garanzia sindacale, dove molte di loro muoiono di malattie contratte dai forti pesticidi e tante di loro vengono addirittura violentate...", l'ennesimo oltraggio che questo mondo di uomini indegni compie sulla debolezza di donne indifese.

Io fortunatamente non compro fiori. Ammirare una falsa idea di bellezza che poggia sulla sofferenza e violenza di individui indifesi è un crimine! E io non compro fiori.

***

"Vogliamo il pane e anche le rose", ahhhhhhhh!!!!! Mi sono COMMOSSA per questa tua citazione!!!!! Ti assicuro che per questa citazione sarei disposta a sposarti... Peccato che non credo nel matrimonio!!! (ma se non fossi contraria al matrimonio ti sposerei...!!!!!!!).

;-)))))

Anonimo ha detto...

Probabilmente andando avedere nello specifico l'industria dei fiori non e' peggiore di quella farmaceutica, alimentare o altre ancora. La radice resta la medesima.
Malleolo.

fra ha detto...

A me i fiori piacciono ma nei prati. Cmq avevo sentito di questa cosa da un servizio che avevano fatto tempo fa su rai tre se non ricordo male.
Caiu caio

stella ha detto...

Per carità,pure i fiori contaminati?Quante cose sto imparando ;ho aperto il blog pure per questo motivo...E cosa mi regali oggi? Vieni da me!

articolo21 ha detto...

Pulite però!

il Russo ha detto...

L' ho sempre detto che invitare a "mettere fiori nei vostri cannoni" era sbagliato: fumateveli e basta, perdinci!
A parte gli scherzi, concordo con il rockpoeta non sono stato e non sono uno da fiori, come regalo ho sempre preferito altro, qualcosa di un pò più etico e meno banale...

Silvia ha detto...

Lo trovi anche in questa libreria: "Libreria Il Seme, Via Monte Zebio 3 (angolo Piazza Mazzini)", ti risulta più comodo???

Mi spiace che Centocelle è fuori mano (io ci abito...!!!).

Se nemmeno P. Mazzini ti è comoda... dovrai ordinarlo!!!!!! Dai, che uno sforzino per un'autrice simpatica come me si può fare!!! ;-))

***

Grazie in anticipo!!! E perdonami se ho invaso questo spazio in maniera illecita per questa comunicazione!!!! ;-)))

Anna ha detto...

Amo i fiori, li coltivo e non potrei vivere senza. Mi dispiace,non ci rinuncio.
Del resto, come molti hanno detto, dovremmo rinunciare a molte altre cose, quasi a tutto. Credo che sia importante battersi per i diritti dei deboli, questo sì, sempre.
Ciao, baci baci....

francyxxxx ha detto...

I fiori recisi mi fanno tristezza a prescindere da come sono prodotti..già spender soldi per una cosa che poi vedi morire e deperire giorno dopo giorno è così deprimente....

I fiori li preferisco nei vasi sui balconi o nei giardini delle case,,,da ammirare

l'incarcerato ha detto...

Cara Anna quello che dici è in parte vero, hai ragione nel dire che alcune cose sono quasi impossibili da rinunciare come il cibo e i medicinali, e che anche dietro questi prodotti c'è una storia triste.
Ma anche i mazzi di rose sono indispensabili? E poi tu li coltivi, quella sì che è una soluzione.

Per aiutare i deboli, gli oppressi, abbiamo in mano un grande potere perchè siamo i principali consumatori e abbiamo la possibilità di boicottare alcuni prodotti, su alcuni c'è stato anche qualche risultato.

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

Charles Baudelaire.....;-):-)
.FIORI DEL MALE

Coricate sulla sabbia come armento pensoso volgono gli occhi verso l'orizzonte marino e i piedi che si cercano, le mani ravvicinate hanno dolci languori e brividi amari.
Le une, cuori innamorati di lunghe confidenze, nel folto dei boschetti sussurranti di ruscelli, vanno riandando l'amore delle timide infanzie e incidendo il legno verde dei giovani arbusti;

altre, camminano lente e gravi come suore attraverso le rocce piene di apparizioni, dove Sant'Antonio vide sorgere, come lava, i seni nudi e purpurei delle sue tentazioni;

e ve n'è che ai bagliori di resine stillanti, nel muto cavo di vecchi antri pagani, ti chiamano in soccorso delle loro febbri urlanti, o Bacco, che sai assopire gli antichi rimorsi.

Altre, il cui petto ama gli scapolari e nascondono il frustino entro le lunghe vesti, mischiano, nelle notti solitarie e nei boschi scuri, la schiuma del piacere e le lagrime degli strazi.

O vergini, o demòni, mostri, martiri, grandi spiriti spregiatori della realtà, assetate d'infinito, devote o baccanti, piene ora di gridi ora di pianti,

o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro inferno, sorelle, tanto più vi amo quanto più vi compiango per i vostri cupi dolori, per le vostre seti mai saziate, per le urne d'amore di cui traboccano i vostri cuori.



gabrybabelle..;-) :-)

Federica ha detto...

io aggiungerei un altro aspetto. di sicuro in queste grandi produzioni useranno anche un sacco di pesticidi, nocivi per l'uomo e per l'ambiente... c'è da chiedersi se per un fiore vale la penaa di inquinare e sfrutatre altre donne!


grazie per avermi fatto pensare a questa cosa, non avevo mai pensato a quanto sfruttamento può stare dietro un fiore

Paola Pavese ha detto...

Tempo fa è stao fatto un reportage molto interessante su questo tema intitolato "Rose d'Africa"
Lo potete vedere sul sito de La 7 a questo link:
http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=specialetg&video=1247

Anna ha detto...

Le rose non le compro mai, non mi piacciono. Mi piacciono solo quelle antiche che ho nel mio terrazzo. Sono contenta: così mi viene facile boicottare :-)

Franca ha detto...

Anch'io, come Daniele non amo regalare fiori, e neanche riceverli.
Costano tanto e durano pochissimo.
Meglio un buon libro...

Grazie della visita

maracaibo7 ha detto...

all'equo e solidale una volta ho trovato delle deliziose roselline fatte con buccia di arancia...e le ho regalate ad una amica... :-)

nespolina ha detto...

cioè i post maracaibo.7 sono miei...non ci fate caso ho fatto il login con il vecchio indirizzo :-D

elena ha detto...

Accidenti, questa non la sapevo... ma non c'è proprio nulla che si salvi dal business???
Cmq, non mi è di grande conforto pensare che, almeno in questo affare, non ho responsabilità: non compro fiori ma solo sementi (al più, piante di vivai locali) e in ogni caso mai recisi: mi mettono tristezza. Non taglio nemmeno le fresie che ho piantato!, anche se poi per aspirarne il profumo mi tocca "scendere al loro livello" e per una affetta da artrite/artrosi e quant'altro, è una bella impresa, vi assicuro!
Però, andiamo anche un pochino oltre, volete? Smettiamo tutti di comprare fiori di "dubbia" provenienza, va bene. Ma quei poveri esseri sfruttati che ci guadagnano? Non saranno più schiavizzati per i "nostri vizi", va bene... ma moriranno di fame, forse peggio di ora.
Non saltatemi addosso subito: non sto dicendo che lo sfruttamento sia giustificabile perché se non altro dà una pagnotta (forse). Sto solo dicendo che, forse, metterci a posto la coscienza non comprando più fiori non basta... e lo so, mi tiro la zappa sui piedi, perché comunque di soluzioni migliori non ne ho... questo è uno dei momenti in cui mi piacerebbe avere una vagonata di soldi, perché così potrei pensare di finanziare una cooperativa etc etc etc. Certo poi mi/ci boicotterebbero... ma se ragioniamo così allora tanto vale che ci suicidiamo in massa, no?
Proverò a sentire gli amici del CeSVI.