venerdì 9 maggio 2008

Ricordando Peppino Impastato

In questi giorni ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato, i TG nazionali non lo ricordano, noto con rammarico che nemmeno Grillo che giustamente li critica aspramente non accenna minimamente a questo ragazzo di lotta continua. Doveroso allora che lo ricordiamo noi.
L'assassinio di Peppino, badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come si potrebbe immaginare. Riporto una frase di Erri De Luca :"E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."
Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti. Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti.
Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, è la strage di Stato, è anche l'informazione che fa "terrorismo".
Terrorista è il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.
Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70, erano dei rivoluzionari. Le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura nell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".
I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati. Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici. Anche rispetto al ventennio fascista. E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati.

In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione, quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere. Peppino aveva aperto Radio Aut. Apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, poi parlava della mafia locale. Qui c'era giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.
Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.
Sono arrivati i bui anni '8o, l'appiattimento culturale degli anni '90 e l'attuale rassegnazione di questo nuovo millennio.

Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno ,la libertà và conquistata.

16 commenti:

Nicole ha detto...

In ricordo di Peppino.
Molti giovani della mia età non sanno neanche chi è. Se glielo spieghi: "ah, bene..."

Vincenzo ha detto...

Hai perfettamente ragione Incarcerato, sono d’accordo con la tua linea di pensiero. Ho notato che anche il tg delle 14.30 su rai3 ha dato la notizia della scomparsa di Peppino Impastato subito dopo quella più clamorosamente celebrata di Aldo Moro. Temevo non la dicessero neanche lì, sarebbe stata una vergogna più di quanto non lo sia stato comunque. Ho qui di fronte a me il calendario di Grillo (scaricato gratis dal suo sito) e ho notato che oggi ricorda anche lui la morte di questo grande personaggio che ha gettato le basi per una rinascita moralmente e civilmente accettabile dell’Italia. Poi di quello che scrive nel suo blog a me non interessa più di tanto, ognuno fa ciò che vuole a casa sua…si sa com’è Grillo. Oggi però non si celebra chi scrive il post più bello per la morte di Peppino Impastato. Non si fa la gara a chi è più “bravo”! L’importante è che si sappia che quest’uomo ha dato la vita per liberare la sua terra dal cancro della mafia. Sarebbe bello se nelle sale cinematografiche delle nostre città oggi proiettassero (gratis) il film I Cento Passi…che a mio parere è un film magnifico. Che dire di Peppino…ha dimostrato coraggio ed è stato fatto fuori perché era ritenuto un rompiscatole…andava persino contro gli interessi del padre che era un mafioso e fu lasciato solo, con la sua radio amica. Fu abbandonato e lasciato solo, nell’attesa di essere ucciso da qualche “scagnozzo” di Stato. E Aldo Moro? Che dire di Aldo Moro…l’importante è che si continui a dire che fu ucciso dalle BR…si proprio loro. Ma quali BR? Erano ordini provenienti dalla Cia...dai servizi segreti, dagli Usa….c’era il divieto categorico di “pensare comunista” e lui pensò che con la sua corrente di centrosinistra avrebbe potuto prenderli in giro…a loro…i potenti che dietro le quinte decidono le sorti del mondo e della storia. Ma queste sono solo stronzate inventate da qualche esaltato (come me) che non crede in quello che dicono i tg nazionali e non…povero me!

francescaxxxx ha detto...

Coincidenza????
Mi sono chiesta la stessa cosa questa mattina quando ascoltando radiotre come ogni mattina mentre vado al lavoro, un radioascoltatore ha chiamato per segnalare questo anniversario, 30 anni dalla morte di impastato, prp negli stessi giorni dell'omicidio di Moro.

Pur condividendo la tua analisi sulla nascita del terrorismo, la giudico però un pò di parte, e non posso ne simpatizzare ne giustificare IN NESSUN MODO coloro che hanno abbracciato la lotta armata, anche se concordo che l'hanno fatto per reazione alla violenza politica istituzionale e alla repressione statale violenta.

Ogni azione di violenza politica dal basso( compiuta xciò da semplici cittadini civili) è giudicata terrorismo, o rivoluzione, o azione patriottica, a seconda del punto di vista di colui che la giudica.
Le azioni violente istituzionali invece , ad opera di eserciti e polizie, sono quasi sempre considerate, secondo me a torto, lecita difesa dello stato.
Ma anche qui occorrerebbe un punto di vista meno reazionario che sottolinei quanto di questa violenza politica organizzata dallo stato fomenti poi reazioni violente in manifestanti e militanti pacifici...

Nonoistante questo, come dicevo prima, non posso, perchè contrario alla mia personalità, fondamentalmente non violenta e pacifista di tipo
"gandiano" giustificare in nessun modo nessun tipo di azione violenta, lotta armata, sopraffazione di altri con la forza, ne da una parte ne dall'altra.
Il fine, secondo me, non giustifica i mezzi e la violenza non è mai giustificata....

il ricciolo ha detto...

da non perdere stasera lo speciale di primo piano su rai 3 dal titolo "Compagno Peppino" in prima serata! vi piacerebbe, vero? invece è alle 23,25, salvo ritardi... ci sarà l'intervista al pm del processo la Imbergamo e quella di giuseppe di lorenzo, il primo cameramen arrivato a cinisi sulla scena del delitto

Antonio Nemo ha detto...

Un unico appunto: se non erro Peppino non era di Lotta Continua, ma di Democrazia Proletaria.

bradipa ribelle ha detto...

peppino impastato e chi come lui è stato ucciso dalla macchinosità del potere devono essere ricordati... deve essere ricordata l'immagine di un ragazzo allegro normale che però amava in maniera smisurata la sua terra, e per lei rinunciò a stare zitto...

stupendo questo post

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Purtroppo viviamo in una società, sempre più deresponsabilizzata. Pensare a quelle persone, che hanno lottato per tutti noi, e ritrovarmi a vivere in un' Italia del genere devo dire, che mi riempie di sconforto. l' unica domanda che mi pongo è: Quando avremo uno stato degno di quei sacrifici? Sembra incredibile che invece di lottare per nuovi diritti,dobbiamo lottare per difendere quelli già acquisiti.

il Russo ha detto...

Resta il fatto che oggi era il giorno di Peppino, il trentennale, chissà se per i 40 anni si farà ancora qualcosa.
A livello mediatico s'è fatto poco, noi bloggers "non indifferenti" (definiamoci così perchè molto eterogenei nelle forme ma non nei valori fondamentali) abbiamo onorato la memoria di Impastato, ma le nostre piccole voci anche se unite poco possono di fronte ai megafoni dei mezzi di informazione di regime che parlavano di nuovo governo, di governo ombra, di giorno delle vittime del terrorismo (e chissà perchè l'Italiano medio pensa immediatamente alle BR e mai alle stragi nere o di mafia) e delle sigarette cinesi a Napoli.
Non molliamo, posso dire con serenità che quando parliamo di certe cose, bucando il muro di gomma che ci circonda, facciamo girare i coglioni a tantissimi, io stesso oggi (ieri) ne sono stato testimone...

PEPPINO VIVE!

l'incarcerato ha detto...

Precisazione per Antonio Nemo : Peppino era di lotta continua, non poteva essere altrimenti. Poi si era candidato nelle liste di democrazia proletaria.

Alzata con pugno ha detto...

con le unghie e con i denti

Silvia ha detto...

Grazie per quanto hai scritto. E' davvero molto importante quanto dici. Dovrebbe essere motivo di riflessione tutto questo. Ricordare figure come quella di Peppino è forse il solo modo per riuscire ad uscire dall'immobilità di questo momento e conquistare quella libertà che nessuno ci regala; che in molti ci promettono, ma che in realtà è una menzogna. Grazie per quello che hai scritto.

Fra ha detto...

Hai perfettamente ragione, la cronaca ne parlo' poco allora visto che c'era il caso Moro a rubare la scena e per niento oggi.
Io lo considero uno degli esempi che nel mio piccolo cerco sempre di seguire.Credo che con il suo coraggio abbia dato tanto a tutti noi.
Fra

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

Non lo ricordano,semplicemnte perchè alla guida dei piu grandi tg guarda caso c'è chi ha molto da nascondere o melgio "ubidisce" al apdrone che ha tantissimo da nascondere,per quelli li meno se ne parla melgio è!Paradossale che come sempre arrivi in soccorso rai tre alemno qui in lombradia ho visto un approfondimento su rai regione in cui si parva ae si spiegava bene le fatiche di Peppino Impastato per contrastare a suo modo il potere mafioso o melgio per far conoscere a tutti,chi,come ,dove ,quando,bellissimo il film i 100 passi,sublime!!
gabrybabelle

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bravo sia per averlo ricordato che per le parole di sprone che ho trovato in fondo al tuo post.

enzino ha detto...

peppino vive in mezzo a noi e le sue idee non moriranno mai

....negli occhi si leggeva la voglia di cambiare la voglia di giustizia che lo portò a lottare..........

Anna ha detto...

Parli con cognizione di causa, come chi c'è stato in quegli anni ed in quegli ambienti. Io c'ero, e so come ci hanno neutralizzati.
Ci hanno strumentalizzati amico mio e poi incarcerati, o drogati, o imborghesiti. Poi ci sono i sopravvissuti, ancora sani di mente, ma sono pochi, davvero pochi, e neutralizzati anche loro.