domenica 11 maggio 2008

PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI...

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".



Bertold Brecht

25 commenti:

Silvia ha detto...

Chi d'indifferenza ferisce... d'indifferenza perisce, probabilmente. A un certo punto non c'era rimasto nessuno a protestare... Perchè quando qualcuno c'era... aveva protestato? C'erano state proteste quando si poteva... o forse tutti hanno sempre trovato più comodo voltare lo sguardo e fingere d'ignorare? Mi pare che la Storia di sguardi voltati da un'altra parte ne ha visti a centinaia... senza alzare un dito.

desaparecida ha detto...

d'altronde...è facile stare zitti a guardare...finchè nn ci toccano.

ma a quel punto nn si sa nemmero rivolgersi a sè stessi!

a presto!

scrittrice75 ha detto...

è proprio vero.. qui a forza di non protestare.... stiamo finendo molto male.. ti va di scambiarci i link? grazie per i complimenti sul romanzo

Nicole ha detto...

Ho paura che la storia si ripeta. lo diceva anche Indro... se non si conosce la storia, difficilmente si è preparati al futuro.

bradipa ribelle ha detto...

è molto più semplice fare finta di non vedere....

il Russo ha detto...

Ti ho linkato il pezzo, il mio ed il tuo viaggiano a braccetto oggi.

Bufalo ha detto...

Per quanto riguarda la cultura zingara, sono d'accordo al 100% con quanto fatto dai comunisti rumeni e ungheresi.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Questo è un caso di quanto sia stupida e causa di male l'indifferenza. Fino a quando la questione tocca gli altri, si guarda dall'altra parte. Salvo poi piangere, quando si viene toccati di prima persona.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Strepitoso! Brecht è sempre attualissimo.

Fiordaliso ha detto...

Bello! E ricalca proprio la sensazione che sto provando in questi giorni... Io non riesco mai a rimanere indifferente difronte a queste cose ma mi rendo conto che non faccio abbastanza. Spero che riusciremo, tutti insieme, a non rimanere indifferenti.

Alzata con pugno ha detto...

...dovremmo iniziare allora...

stella ha detto...

L'indifferenza è uno dei mali della nostra società : si pensa a se stessi e si tira avanti,ci pensano gli altri o nessuno ,chi se ne frega?

Anonimo ha detto...

sono tutti bravi a dare finte giustificazioni per far tacere la propria coscienza quando non sono i diretti interessati.
Saluti Fra

Fra ha detto...

non so se prima sono riuscita a lasciare il commento.Spero di si
Cmq in brevis:cerchiamo più o meno valide giustificazioni per far tacere la nostra coscienza e fregarcene.
Riciao Fra

mariad ha detto...

qlcno a volte protesta e ci lascia le penne perchè non trova nessuno che lo sostiene. Purtroppo l'indifferenza o addirittura il compiacimento verso il razzismo provocano omertà

Pellescura ha detto...

già l'indifferenza...ho l'impressione che sarà uno dei mali più gravi del futuro (e anche di ora)

NADIA ha detto...

hola..."Il peggior peccato contro i nostri simili non è l'odio, ma l'indifferenza:questa è l'essenza della disumanità".(George Bernard Shaw)
Hasta siempre!!!!!

Saretta ha detto...

beh, pezzo più che attuale!

Anna ha detto...

Prenderanno anche noi? Se questo servisse a risvegliare le coscienze, anche le nostre, sopite e stanche, che ben venga.

gardiniablue ha detto...

Ciao, posso inserire questo post sul mio blog? Ovviamente citerò la fonte! Grazie

Demian ha detto...

E noi quando ci decidiamo a reagire?

tvor ha detto...

Solo per la precisione volevo avvisarti che non si tratta di una poesia di Bertold Brecht.

Anonimo ha detto...

Era Martin Niemoller. Un pastore antinazista e non Brecht...

Anonimo ha detto...

Ho scoperto anch'io stasera che non era di Brecht ma di Niemoller, e questo la rende ancora più interessante perchè non è più una filastrocca molto sarcastica e forse un po' retorica, ma una testimonianza viva e probabilmente sofferta dell'autore: prima comandante di U-Boot decorato durante la prima guerra mondiale, poi pastore protestante, sostenitore del nazismo durante la sua ascesa (quando comunque esserlo richiedava anche una certa dose di coraggio, e non solo servilismo), e autore di prediche antisemite, poi critico contro i nazisti al potere, organizzatore del dissenso (una mosca bianca nella germania di allora) e per questo ridotto in fin di vita a Dachau. Una biografia a cui dobbiamo pensare quando leggiamo "poi vennero a prendere gli ebrei e non dissi nulla perchè mi stavano antipatici": un pentimento e una confessione, non solo un'espediente poetico come sarebbe stato se fosse stato brecht!

Claudia ha detto...

perchè lui, a parte questa poesia e commedie per far soldi cosa ha fatto?