sabato 3 maggio 2008

Perchè vi inquietate?

A te ragazza, amica mia, che per caso mi leggi e che ti sento spenta dentro e ricerchi riparo in amori impossibili. Tu ragazzo, amico mio, che ogni tanto dai uno sguardo fugace nei miei scritti e credi di non essere più all'altezza in questa vita. Giovani che passate le giornate inseguendo sogni, e piano piano vi accorgete che sono impossibili da realizzare. Voi che vi abbattete al primo fallimento che incontrate e il mondo vi crolla subito addosso. Tu ragazza che riempi il tuo diario di splendide parole e inondi le pagine di lacrime. Ragazzo che a trentanni vivi ancora con i tuoi genitori perchè non hai ancora un vero lavoro e quanto senti salato il pane che quotidianamente ti danno. Ragazza mia, che vedi assiduamente quei cazzo di telefilm americani dove le donne della tua età sono bellissime, ottime ballerine, piene di fans e tu ti senti inutile. Molti di voi finiscono nella peggiore depressione, nel miglior caso in una profonda inquietitudine . L'uomo che ti lascia, il genitore che assiduamente ti rimprovera, la donna che non ti ammira. Piangete nel buio della notte, al riparo della vostra stanza, soffrite e qualche volta il pensiero della morte vi sfiora. Quanti giovani si sono suicidati? Molti!
Ma pensate che la vostra vita è una vera sofferenza? Forse si!
Un consiglio, andate dai vostri nonni o da un anziano che conoscete. Fategli compagnia e parlategli dei vostri problemi, loro sorrideranno e vi abbracceranno. Vi racconteranno che hanno vissuto la guerra, che hanno visto cadere le bombe sulle loro teste, che hanno visto la gente arse vive dalle fiamme. Hanno conosciuto la dittatura, la fame, il freddo tagliente.
Andate da qualche anziano ebreo, raccontategli le vostre inquietitudini. Vi darà una pacca sulle spalle e vi racconterà della sua deportazione, della vita in un campo di sterminio. Ragazzi, non deprimetevi, non vi inquietate, voi dovete sorridere della vita, sorridiamo di questa vita! L'anziano uomo vi aiuterà a risollevarvi e ad affrontare con serenità questo mondo.
Vi regalo alcuni passi di una poesia, è di un poeta Sloveno morto a 22 anni. Gustatevela, ha una carica straordinaria.


PERCHE' VI INQUIETATE?

Perchè vi inquietate?
Forse perchè si è guastato l'orologio?
Il sole tramonta.
Lo spirito raccoglie impressioni.
Cerco immagini in movimento.

I fatti perseguitano l'arte.
Giovani, giovani, orsù, coraggio!
Ciò che vi serve
ve lo dà il dolore.
Con fischi e sberleffi
prendiamo di mira il nazionalismo.
L'occhio si cerca nell'acqua.
Là si acquieta il mio spirito.

Vada al diavolo il mondo intero!

A volte, quando sono disperato a morte,
penso a te, bianca ragazzina.
Tutte le impressioni sono verdi.
Il tuo amore è di un verde
così soave e tenero
come i verdi riflessi dell'acqua.
Lo spirito accumula impressioni.
Una percezione passiva è letargia...
Lo spirito attivo raccoglie immagini.
Guarda indietro e davanti!
I fatti perseguitano l'arte.

Giovani, giovani, suvvia, coraggio!
Io sono coraggioso per tre.
Giro in una barca d'oro.
Dalla sofferenza attingo
tutto ciò di cui ho bisogno!


Srecko Kosovel

29 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sincero??? La guerra è terribile, ma a volte lottare un nemico che si vede per quanto terribile è meglio

Oggi cosa fai? non trovi lavoro perchè nessuno ti offre una chance. Che fanno imbracciano un mitra e lo vanno a chiedere? Non credo.

L'amore... va beh questa è una sofferenza insita nell'essere umano da sempre quindi non ci si deve ridere o scherzare ma bisogna anche far capire che le cose possono cambiare.

Quello che credo che oggi molti trovino frustrante è che non hanno un filo di speranza.

Anche la guerra ti uccide la speranza, ma credo che fare un paragone sia improponibile.

Oggi cosa potrebbe dire chi stava sotto le bombe ad un precario? Che ne è uscito? Sai, è facile parlare del passato con tono disteso quando sei quello che è riuscito a farcela

E quelli che non sono tornati? Quando ascolti le storie di chi pur soffrendo ha "vinto", sembra come nei telefilm che tu critichi giiustamente: sembra che tutto sa possibile e che ce la faremo.

MA non ce la fanno mai tutti. Anche nella guerra.

Ed allora come fai a dire a quel precario ora che lui proprio lui riuscirà a farcela?

Credo che ci debbano essere parole di incitamento, di coraggio, parole che ti diano conforto, e parole che ti diano la carica per reagire e lottare ancora.

Questo ok, il resto, il dire "orsu coraggio" e scherzare su certi malesseri sia pure con benevole affetto non mi trova concorde.

Scusa Incarcerato, ma le parole di coraggio devono essere per me altre.

Con amicizia e profonda stima
Daniele

duccio ha detto...

E' proprio vero, a volte è solo una questione di coragio, bella poesia, e giusto indirizzarla ai giovani.
;-) duccio

Anna ha detto...

L'inquietudine è tipica dei giovani. Sta agli adulti aiutarli a comprendere. Ma spesso gli adulti latitano.E i giovani non sono disposti ad ascoltare. Ma la pazienza è dell'età matura.
Buon fine settimana,lì in Messico :-)
A.

Demian ha detto...

Il problema reale è che molto presto anche noi potremo parlare di quello di cui parlano loro...
E a quel punto tutti i problemi che ci sono ora saranno cari ricordi.

A presto...
E buon ascolto di L'Aura :)

Nicole ha detto...

Intanto complimenti per la citazione dantesca!

La depressione giovanile è vista spesso con occhio ironico, come fai tu. Certo che è insignificante un problema di un giovane d'oggi in confronto al passato violento che hanno subito i nostri nonni.
Ma non sottovalutare il conflitto psicologico a cui sono sottoposti i ragazzi.
La colpa non è loro, alla fine. Chi li cresce dovrebbe fare un pochino più di mettere il pane in tavola.

viola ha detto...

La nostra anestetizzazione e individualizzazone è tale da impedirci di relativizzare i nostri problemi, di porli a confronto sia con ciò che è accaduto in passato proprio qui sulla nostra stessa terra sia a ciò che accade ora sull'intero globo.
E che ci porta ad un'apatia o a un non essere in grado di analizzare la nostra situazione e a scagliarci contro le persone sbagliate, in una stupida ed esasperante guerra tra poveri.

Per Daniele: mia nonna quando mi parla della fame e delle bombe e della miseria nera, non me ne parla certo con un tono disteso di quella che è riuscita a farcela, ma piuttosto mi aiuta a non dare per scontato nulla delle cose che ho, neanche dell'ago e del filo.

il Russo ha detto...

Io ho massima solidarietà per i ragazzi ed i loro problemi che oggi reputano insormontabili, domani li rimpiangeranno di fronte ad una vita che spesso li coglie impreparati ad affrontarla.
Sono con daniele, c'è un esercito che si ingrossa giorno dopo giorno di persone fra i trenta ed i sessant'anni alle quali si dice: non servi a un cazzo, uno come te lo trovo ridendo, quindi o prostituisci le tue capacità ed il tuo tempo libero al ribasso, oppure fottiti.
Cristo santo che merda che sta diventando...

Dama Verde ha detto...

Un post grandioso, il tuo, Incarcerato. Dedicato ai giovani e io vedo che i giovani hanno tanto bisogno di essere aiutati: non dai genitori, ma proprio da quelle persone che citi tu, persone che hanno sofferto e ce l'hanno fatta, persone che hanno visto l'inferno e sono riusciti comunque a tornare a vivere.
Ti ringrazio come madre.

Ciao!

NADIA ha detto...

hola ritengo che ognuno dia risalto al proprio problema, i giovani hanno i loro e non trovo giusto considerare i loro prolemi meno gravi di altri, è pur vero che i nostri nonni e genitori hanno passato la guerra che inutile dirlo, per non fare retorica, era una situazione grave... anzi drammatica....ma non è detto che invece i giovani prendano tutto sotto gamba...domandiamoci il perchè di tanti suicidi... domandiamoci anche quanto noi facciamo per loro,parlo in qualità di genitote, e quanto faccia la società!!!
ritrovarsi a 30 anni ancora a casa perchè non ci si può permettere di pagarsi una casa a volte anche per loro non è facile....vero è anche che i nostri genitori sacrifici peggiori ne hanno fatti...ma se in vece di criticare ci dessimo una mano???? non è che si può sempre dire "guarda che dietro di te c'è gente che sta peggio....potrei dire si...ma davanti a me ce nè altrettanta che sta meglio"!!!!!!
un abbraccio!!!!

NADIA ha detto...

hola non avevo finito.....e non pensi anche che sia il risultato di ciò che abbiamo seminato????
lo sai qual'è al cosa che più mi dispiace è che ci potremmo trasformare come i nostri genitori che dicevano che i ragazzi del 68 erano solo dei drogati senza moralità.....e adesso diciamo che i giovani sono dei bamboccioni senza spina dorsale...e invece no!!!! sono il frutto dei nostri insegnamenti!!!!!
i ragazzi non sono tutti uguali,non generalizziamo altrimenti rischiamo di essere soli critici e poco costruttivi!!
credo di aver finito!!!
hasta siempre!!!

l'incarcerato ha detto...

Mi dispiace che solo in pochi hanno colto quello che volevo trasmettere, ma forse è colpa mia perchè non sono stato bravo a formulare in meglio il mio messaggio. Non c'è nessuna ironia sui problemi giovanili, assolutamente nessuna derisione.
Credetemi, ma dialogare con persone che hanno sofferto nel passato e ce l'hanno fatta è più utile di una seduta psicologica.
Ringrazio chi è riuscito a leggere tra le righe la poesia di questo poeta sloveno, un giovanissimo ragazzo che ha sofferto.

E poi chi ve lo dice che non potrei essere un giovane anche io?

Ma sono contento che abbiate commentato anche con critiche questo post perchè vuol dire che è un problema molto sentito e che andrebbe risolto.
Vi adoro mie teste di capra!

Anonimo ha detto...

Grazie per questo post, sono un giovane anche io. Concordo con Viola, siamo troppo anestetizzati per affrontare in maniera "relativa" i nostri problemi. Anche io ho una nonna che mi racconta il suo passato di fame e di sacrifici, mi ha aiutato moltissimo.

Luca

Anonimo ha detto...

grazie per queste parole. ho 30 anni, sono un ragazzo, soffro per amore. di tanto in tanto vengo a leggerti. hai ragione su tutto.
vorrei chiedere scusa se rifletto la mia sofferenza e non sono capace di amare.
ciao

Teddymorsicchio ha detto...

Ciao grazie della tua visita sul mio blog! sei sempre il benvenuto..interessante il tuo blog,ciao,Patty

Alzata con pugno ha detto...

Intanto grazie di essere passato dal mio blog e torna quando vuoi, poi...sicuro di essere un vero carcerato? Mi sa tanto di Jack Folla questa cosa qui, anche gli insultini affettuosi ai lettori. Comunque scrivi bene, chiunque tu sia e qualunque sia la tua maschera.
Tornerò a leggerti (nessun consiglio su come non farti sgamare dai secondini, sorry).

stella ha detto...

I miei complimenti per le tue attente osservazioni sui disagi dei giovani.Essi soffrono,perchè sono sempre più fragili e soli,a mio avviso e non sempre riescono ad esternare frustrazioni e disagi.
Sta a noi,ai nonni e a chi li circonda dare loro coraggio non inveendo, ma raccontando loro che si può superare tutto,visto l'esperienza di chi ha sofferto molto ma molto di più ed è sopravvissuto.

Silvia ha detto...

Vediamo, io sono giovane e noto, mi accorgo del malessere che serpeggia, sempre più evidente, nelle vite dei miei coetanei. Vedo la difficoltà di molti a rapportarsi bene (o in maniera sufficientemente accettabile) alla vita, alle persone che incontrano e alle circostanze. Il rischio di rimanere insoddisfatti per qualcosa/qualcuno incombe in continuazione e cadere giù, trovando poi difficoltà a rialzarsi è cosa assai frequente. Perchè tutto questo malessere? Difficile dirlo, difficile. Spesso si rivendicano quei valori importanti del passato che oggi latitano, si dà colpa a una società che non sa più educare al rispetto della vita, all'importanza delle piccole cose e al sapersi contentare della fortuna che si ha, ma che in molti non sanno riconoscere. Ma il malessere c'è e giustificarlo attraverso sterili luoghi comuni a poco serve, penso. Forse dovremmo solamente fermarci un momento - proprio noi che siamo i velocisti dell'esistenza -, un momento solo per guardarci attorno e soprattutto dentro - cosa che mai facciamo - e cercare di scrutare, intravedere, CAPIRE dove sta il problema, quale sia questo problema e come risolverlo; dovremmo cercare di individuare il disagio, capire cosa siamo e cosa abbiamo intenzione di diventare, cosa vogliamo fare della nostra vita. Se continuiamo a camminare bendati, se continuiamo ad avnzare a tentoni, rifiutando di vedere cosa siamo, cosa ci circonda e cosa ci turba... non potremo mai sperare di risolvere tutto quello che va risolto. Perchè pare che piangerci addosso sia più conveniente! Ma io dico che bisogna smetterla di autocommiserarci e iniziare a cambiare, in meglio. Bisogna avere solo un po' di coraggio.

Come dici tu, se pensiamo di avere una vita grama... tale convinzione sparirebbe in un istante se andassimo a colloquio da un anziano che ha visto la povertà, la fame, la guerra, la morte nella sua giovinezza; già, i nonni sì che saprebbero aprirci gli occhi! Hai ragione! Direi inoltre che non serve andare tanto lontano per farci aprire gli occhi sui REALI drammi della vita: basta dare uno sguardo al mondo di OGGI e frugare nella bolgia infernale di tragedie/oppressioni/stragi/morte che segna la quotidianità della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Forse, dopo una buona occhiata, i nostri drammi si ridimensionerebbero di molto... tanto da farci scorgere i motivi di gioia che troppo facilmente ci sfuggono. Un buon motivo di riflessione, già!

Bellissima poesia!!! ;-)

Anonimo ha detto...

Il soggettivo non sarà mai per me oggettivabile. Il pensiero relativista mi ha fatto capire questo. Per questo credo in un mondo che sia fatto esclusivamente di convenzioni universalizzabili; il personale è la mia esistenza, è la mia lotta con me stesso. Forse solo in amore e in arte potrebbe esser condivisibile.
Ciao!!!

Vincenzo ha detto...

Ciao Incarcerato molto interessante il tuo post. Lascia trapelare ampi spunti di riflessione su questo mondo imbruttito dalla barbarie dell'uomo approfittatore e disonesto, ma al tempo stesso mi dà una carica in più per andare avanti, per continuare a lottare a denti stretti e ad oppormi a tutte le ingiustizie che mi trapelano dal mondo. Forse è sempre poco quello che facciamo stando seduti dietro un monitor di pc ma quando possiamo non lasciamo che siano sempre gli altri ad essere i protagonisti di qualcosa, lasciamoci trasportare dall'emozione di renderci cittadini attivi e senza paura. Sei un grande amico mio...ciao, buona serata.

Fiordaliso ha detto...

Potresti essere un giovane un po' vecchio o un vecchio giovanile... Oppure potresti essere in quella mezza età in cui si crede di poter capire e di poter gestire le situazioni.. Non lo so e sarei molto curiosa di saperlo.:)
Per quanto riguarda il post credo che la poesia sia molto bella ma credo anche che solo chi ha visssuto certe cose possa trovare l'energia e lo stimolo giusto per affrontare le cose in un certo modo. Ricordo sensazioni di immotivata angoscia provate nella mia prima giovinezza per le quali non esisteva cura... Ho passato giorni chiusa nella mia camera da universitaria al buio a cullarmi sul fatto che nessuno poteva capirmi... Credo che sia importante conoscere la storia, ascoltare le esperienze altrui e ricordare anche perchè la consapevolezza che il mondo non finisce in quella stanza è l'unica cosa che ti può far andare avanti e superare i momenti difficili.
Chi si sente vuoto e non ha gli strumenti per andare avanti non riuscirà nemmeno a sentire le belle parole di chi lotta con le unghie e coi denti per affrontare una vita piena di difficoltà. Credo che crescendo poi si capisce che non si è soli, che nella vita ci sono cose più importanti, che dobbiamo imparare dai nostri errori, che possiamo alzare la testa, aprire le finestre e sorridere della nostra fortuna... E anche se si è un po' depressi, come spesso capita a me, si trova sempre un buon motivo per sorridere!!!
Comunque è un discorso complicato..

davide ha detto...

Infatti io ...lavorerò con gli anziani!Se mai dovessi diventare un buon a.s.a

Vero,quello che dici:tra l'altro inviterei i giovani a sentire qualche vecchio zingaro che magari ha visto la sua gente morire nei lager nazisti ..e nemmeno un film,una canzone, un ricordo per loro.Come avvenuto per i gay,i disabili,i malati.Sai, son cose che in maniera e misura diversa però tornano tra noi
Ogni generazione ha il suo dolore,che è reale e non sempre paragonabile agli altri
Magari io a 70 anni in pieno regime comunista,dirò ai miei nipoti..che vi lamentate ?Io alla vostra età ero precario e senza na lira!

Bellissima poesia,quella che hai postato,non conoscevo il poeta..Vedrò di recuperare!

ciao,davide

sph ha detto...

visto che molti ti paragonano al Folla.. chissà se conoscevi "il ballo di san vito" in onda su RIN qualche anno fa..
mbè vorrei invitare te, e tutti gli altri blogger intelligenti come te a visitare e magari a scrivere pure sul blog collettivo col quale mi sto firmando!
è stato lanciato da pochi giorni, e non è ancora completamente finito..
ciao
sph :)

il ricciolo ha detto...

caro incarcerato, ti chiedo solo una cortesia: qualche foto o figura nel post e brevità. si, lo so, ormai mi son fatto plagiare dai lustrini e paillettes del silvio... stami ben e a presto a casale

Fiordaliso ha detto...

Ti ho inserito tra i miei amici... Ti dispiace?

Valeria ha detto...

Bella davvero la poesia!
Continuno a chiedermi ancora cosa sia questa inquietudine che fa atterrare i nostri sogni prima ancora del loro decollo!

Polpetta ha detto...

Prima di tutto volevo farti i piu' sinceri complimenti.
Sai incarcerato ho letto con molto interesse tutti i post, ho riflettuto e ripensato a quando avevo 9 anni , alla spensieratezza della mia infanzia, alla felicita' e alla sorpresa per le novita'...a quando i miei genitori mi compravano un giacchetto nuovo che mi doveva durare 3 anni e io per mesi ero felice, ora vedo bambine di nove anni che alla festa di compleanno hanno clown e animatori, che il giorno della prima comunione vanno dal parrucchiere per l' acconciatura....che non hanno bisogno di sognare ,desiderare, perche tutto gli è dovuto.
E mi chiedo , se da grandi saranno dei repressi perchè non possono permettersi il bmw.E quando la vita gli presentera' qualche seria difficolta' come se la caveranno? e se non sapranno difendersi dove troveranno il coraggio per lottare...E SE.....
IO voglio avere il coraggio di essere un genitore migliore!!!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ciao incarcerato. Io sono giovane (QUASI 27 ANNI) e noto che questa angoscia di vivere un pò si riflette nella mia esistenza. Devo dire però,che i giovani hanno sposato la cultura dominante senza capire che è proprio quella che li fa sentire non all'altezza. Quel voler apparire per sentirsi accettati in un modello superficiale di conformismo, che sfocia sempre nella solitudine. Perchè per sua natura questi tipi di rapporti sono falsi. Quando tutti in realtà abbiamo, dato le nostre fragilità, bisogno di verità.Io più che non sentirmi all' altezza mi sento isolato da un mondo che sembra incomprensibile.

giulia ha detto...

Ciao, tutto quello che hai scritto è vero! Sono stata una reclusa per 2 anni della mai vita e mi "sentivo libera" anche se vivevo e dormivo tra pareti umide e puzza di sudore e di rancore! Le persone oggi parlano ma non ascoltano la vita! Lavoro in una casa di riposo per anziani e si è una soddisfazione regalare un attimo di serenità o di sorriso! Le persone si lamentano ma non fanno nulla per cambiare dentro di loro per capire il loro senso della vita............e chi se ne frega delle bellissime o i bellissimi.......Le cose cambiano solo e sempre se noi cambiamo per primi..........una buona vita incarcerato! E' il mio compagno che soffre di una malattia mentale forte e spesso la depressione gli fà compagnia ma pure io gli faccio compagnia tirandolo sù! Ciao Luisa

La Zia ha detto...

ciao! grazie per avermi inviato il link di questo post. Sono rimasta stupita nel vedere che "ti ricordavi" di me..come se ci conoscessimo. Ci conosciamo?
Sembra quasi che a volte parli di me, ma forse semplicemente perchè sono meno originale di quanto creda e va bene così.
Solo una cosa però. Ogni generazione ha i suoi di cazzi, e non va bene allarmarsi solo in caso di guerre deportazioni e genocidi. Ci sono un sacco di segni prima, che non si possono ignorare se non muore nessuno, perchè le conseguenze possono essere peggiori. Perchè se la gente non trova lavoro e se la piglia col fruttivendolo pakistano e poi vota la Lega, bè non è certo l'olocausto ma a mio parere vuol dire che le cose vanno male. Che tutto quello per cui il nonnino che ha visto la guerra ha lottato tu lo stai prendendo e buttando nel cesso.
Detto questo, lo so anch'io che se mi deprimo perchè non ho il fidanzato è una cagata. Però a volte non possiamo farne a meno, di fare stronzate, siamo fatti così. E ci guardiamo in giro e ci chiediamo "agli altri non capita?", loro sono più forti, migliori, stanno sempre bene? Ovviamente no. E' brutto e ci sentiamo stupidi come dei carciofi ma non scegliamo noi per cosa soffrire. Bè io la vedo così..
A presto! Barbara