sabato 17 maggio 2008

La profezia di Pasolini

Pasolini scrisse questa poesia quando ancora non c'era il "problema" immigrazione, forse non si sarebbe mai immaginato che noi italiani saremmo diventati inospitali. Che dimenticassimo che gli Albanesi eravamo noi, che nelle baracche ci vivevamo anche noi, che accattonaggio lo facevamo anche noi, che usare i bambini per sopravvivere lo facevamo anche noi.

La poesia di Pasolini è tragica ma piena di utopica speranza: Alì ed i suoi compagni cambieranno il mondo. Ne riporto un pezzo.
Gustatevela teste di capra, io intanto mi sto rilassando sull'amaca osservando questo grande oceano e questo pensiero è entrato in me :"Chissà se un giorno salperanno di nuovo gli italiani perchè costretti di nuovo ad emigrare? Chissà se ci saranno anche quelli che esultavano quando gli zingari erano costretti a fuggire? Quando gli stranieri erano costretti a ritornare nel loro paese in guerra? Chissà se il Karma esiste?".




Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.

21 commenti:

Fra ha detto...

io non la conoscevo questa poesia è molto bella, non aggiungo altro parla da sola.
Buon week-end Fra ;)

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

La conoscevo già ed è molto bella. Forse gli italiani dovrebbero riassaporare il profumo della povertà. Quella povertà che ti porta a dover abbandonare la tua terra, famiglia amici. Adesso sono troppo immersi nell' ozio per comprendere quanta sofferenza questo sacrificio comporti. L'uomo nella prosperità, è come un animale che soccombe.

bradipa ribelle ha detto...

davvero molto bella questa poesia! buon fine settimana :o)

Anna ha detto...

Proprio ieri sera, uscendo da una cena che mi ha segnata profondamente perchè mi sono scontrata,con rabbia e senso di impotenza, contro l'ottusità dei commensali che erano di quelli per la "sicurezza",ho fatto il tuo stesso pensiero. Mi son chiesta se, per una sorta di nemesi, mai potesse accadere a loro di doversi trovare ad essere ultimi. Io sono ultima,perchè sono accanto ai migranti di tutto il mondo.In questi giorni mi sento una di loro.
Bella la poesia, mi ha fatto piacere rileggerla.
Ciao, rilassati sulla tua amaca,bevi una bella tequila e cerca di stare sereno,nonostante tutto questo orrore.

NADIA ha detto...

hola bella poesia, come bello e attualeè tutto quello che scrisse a suo tempo Pasolini...........
sai come la penso.........
non metterei me e i miei figli su un gommone per andare in un altro paese se non avessi tanto bisogno!!!!!!!Solidarietà e tolleranza e soprattutto non dimenticare da dove veniamo!!!!!
Che vista c'è dalla tua amaca...stai a Puerto Escondido?????
Hasta siempre!!!!!

Vincenzo ha detto...

Ciao Incarcerato che tristezza l'Italia. Non è questione di piangersi sempre addosso come qualcuno potrebbe affermare! Non è questione di retorica! E' questione di dignità! Abbiamo perso il senso della fratellanza, del rispetto, della solidarietà. All'estero ci hanno dipinto come un paese Xenofobo! Come faccio a non dire poi che i leghisti sono una banda di criminali! Come faccio a dire che questa ciurmaglia di “verdani” annebbiati sono brava gente! Ma dico io è possibile che nel 2008 si ragioni ancora in questo modo? E' possibile che non ci sia nulla da fare per correggere la rotta verso l'abisso che ha preso il nostro paese? Il problema è che sono tanti a pensarla come Maroni, Bossi, Borghezio, Castelli e tutti i settentrionali padani! Il problema è che la merda che sta nella testa di queste persone sta anche nelle menti putrefatte di chi rappresenta l'Italia oggi. Ma io no. Non mi sento rappresentato da questa classe dirigente, stando così le cose posso solo appoggiare Di Pietro oppure ritenermi, mio malgrado, apolitico. C'è poco da fare. Il parlamento è inquinato di mafiosi, xenofobi e corrotti filo-democristiani di ogni tipo. La salvezza nostra sono i 43 parlamentari di Di Petro. Non c'è soluzione allo stato attuale. Appoggiamo Di Pietro, bombardiamolo di Email, scriviamo nel suo blog, comunichiamo con i parlamentari dell'Idv e sosteniamo le sue idee. Non credo sia d'accordo con la politica repressiva della destra nei confronti degli immigrati, ma se così fosse allora c'è solo l'anarchia, non so proprio che altro aggiungere. Mi fa così schifo la politica attuale che se trovo davanti un padano lo “gaso”. Non è più tempo di scherzare cara dolce e amabile testa di capra...siamo nella merda...e urge un rimedio SUBITO.
Bye..bye

♥gabrybabelle♥♥ ha detto...

Ciao "testina di vitello" che dirti? se non grazie di avermela ricordata sono propio una testa di capra visto che si addice a molti miei post in cui parlo in merito al cosidetto problema immgrati,be la riposto nell'ultimo post ringranziandoti della memory
Buona domenica incarcerato e non prendere aria che fuori piove ;-)
gabrybabelle

caramella-fondente ha detto...

gli zingari rubano, gli zingari sporcano, gli zingari imbrogliano, gli zingari sfruttano i bambini, gli zingari scocciano perché chiedono la carità, gli zingari rubano i bambini. Queste affermazioni vengono fatte perentoriamente come dogmi santi ed immutabili, senza curarsi di verificare, senza cercare di capire.

Il pregiudizio è, per sua essenza, irrazionale, e come tale è impermeabile ad ogni critica, ad ogni confronto con la realtà, e resiste ad ogni dimostrazione della sua infondatezza...ma è un imbarbarimento dell anima e quindi dell umanità...."povero" è colui che ne è vittima

il Russo ha detto...

Qual'è il problema incarcerato di una nuova eventuale grande migrazione italiana? Al di là del fatto che negli ultimi 10 anni i più coraggiosi e avveduti già l'hanno fatta (Spagna, Inghilterra, Usa, Oriente), poi vai a leggere in giro in qualche blog e scopri che PUF! la storia é stata riscritta: tutti (TUTTI!) gli italiani che andavano all'estero, buonini buonini si rinboccavano le maniche e lavorando venivano regolarizzati (nella mente bacata di qualcuno esisteva già la bossifini probabilmente...)
Se vai a raccontare una storia del genere negli USA ti ridono dietro per due giorni...
Chi non ha memoria non ha futuro, stufo di ripeterlo....

stella ha detto...

Ciao grazie della poesia, che non conoscevo. Ogni tanto un po' di relax ci vuole!
Buona domenica

Alzata con pugno ha detto...

Ma scherziamo? Quand'è che avremmo smesso di emigrare?
I miei amici:
Claudia (medico) si sposa e raggiunge Antonio (medico) cià trasferito in Trentino.
Eliana (laureata in scienze dell'educazione) è a Torino da tre anni a lavorare in una casa famiglia.
Vincenzo (geologo) dopo quattro anni di lavori saltuari e non pagati è partito la settimana scorsa per Parma, e va a fare il geologo, pagato.
Liliana quest'estate andrà a lavorare a Sestriére, è la terza estate di fila che parte. Chissà, prima o poi rimane.
Franco e Lucia sono lavoratori stagionali e così si sono girati mezza europa, lavorando negli alberghi e nei villaggi turistici.
Rosita è riuscita a rimanere.
Emiliano l'ha praticamente costretto mia sorella a rimanere.
Io sono rimasta (almeno per ora).
Di quanti mi sto dimenticando?
Da qui, dalla Sicilia, non abbiamo mai smesso di emigrare. Scusate se è poco.

Tuya ha detto...

questa poesia è intrisa di speranza, quella che almeno qui al sud ci ha abbandonati. Purtroppo 10 anni impoverimento delle agenzie formative hanno dato vita ad un esercito di allocchi. Qui si continua a parlare di rom mentre la mafia ha ripreso a acquisire potere le aggressioni fasciste continuano [ieri a roma hanno mandato all'ospedale un altro ragazzo inerme] ma non c'è più posto sui giornali. Ora l'unico problema sono gli stranieri, anzi per meglio dire i poveri...

Imagine ha detto...

bellissima poesia, non la conoscevo..
siamo un paese senza memoria, in cui regna un'ignoranza spaventosa, perchè nascosta e che si autoalimenta.

complimenti per il blog! ti va uno scambio di link?

Dama Verde ha detto...

Ciao Incarcerato, apprezzo il tuo post, come sempre.

Sai una cosa? Sono tante, ma tante le teste di capra e ci sono anche le "non teste".

Quoto Schiavi e liberi:nella povertà, nell'emergenza di solito si riesce ad essere solidali.

Ciao, buona serata.

Silvia ha detto...

Ohhh, la memoria è corta... molto più corta di quanto saremmo disposti a scommettere! E i risultati di questa memoria tanto corta, beh, sono sotto i nostri occhi!! Ahh, se ricordassimo qualcosa di più...

Grazie per aver segnalato questa poesia! ;-)

nespolina ha detto...

sei stato scelto per un MEME :-)

valentina orsucci ha detto...

Bella davvero.
Non siamo inospitali. Siamo tutti, secondo me, spettatori di una situazione che porta alcune persone a essere inospitali.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Daavvero bella Incarcerato, non la conoscevo e mi piacerebbe leggerla tutta dato che se ho inteso bene è un estratto.

Anonimo ha detto...

Credo che nessuno degli inteventi in questo blog denoti una esatta comprensione di questa poesia di Pasolini. Ma e' naturale, anche perche' questo e' uno stralcio e andrebbe letta interamente. A me pare che non sia affatto una poesia semplicemente sugli ultimi (e' anche quello), ne' sull'immigrazione (anche se c'entra l'immigrazione), ne' sull'Italia che non si ricorda la propria poverta' (anzi e' proprio in virtu' del ricordo della poverta' che i calabresi di pasolini si riconoscono in Ali' dagli occhi azzurri e ci cascano, con pensieri buonisti sugli utlimi e l'immigrazione). La poesia riguarda invece quelli che usano la poverta', gli ultimi e l'immigrazione per genrare guerre utili ai loro fini. Si riferiscee a loro con la parola 'essi' (guardate la versione integrale della poesia: "essi che si costruirono leggi fuori dalla legge, essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo essi che credettero in un Dio servo di Dio, essi che cantarono ai massacri dei re, essi che ballarono alle guerre borghesi, essi che pregarono alle lotte operaie...". Essi usano gli utlimi e la loro poverta', e il buonismo di chi sa ancora risoncoscersi in quella poverta'. Continua Pasolini: "dietro ai loro Alì dagli Occhi Azzurri – usciranno da sotto la terra per rapinare – saliranno dal fondo del mare per uccidere, – scenderanno dall’alto del cielo per espropriare – e per insegnare ai compagni operai la gioia della vita – per insegnare ai borghesi la gioia della libertà – per insegnare ai cristiani la gioia della morte – distruggeranno Roma e sulle sue rovine deporranno il germe della Storia Antica. Poi col Papa e ogni sacramento andranno come zingari su verso l’Ovest e il Nord con le bandiere rosse di Trotzky al vento..." Chi sono questi essi che hanno generato la storia (usando la rivoluzione francese vestiti da giacobini, le rivoluzioni nazionaliste vestiti da borghesi, la rivoluzione proletaria vestiti da democristiani)? Chi sono questi che voglio distruggere la Chiesa (Roma) e rendere il papa un utile idiota (=comunista) utile per conquistare il mondo? Chi sono questi essi che hanno una legge fuori dalla legge (che sono sopra la legge) e credono che il Dio Yave' sia emanazione del vero Dio Lucifero ("essi che credettero in un Dio servo di Dio"...)? La poesia di Pasolini parla delle lobby che ci governano. E' una profezia solo agli occhi di noi profani: per alcuni e' un progetto da molto tempo. Pasolini lo sapeva: non avrebbe avuto tutta la sua fama, se non fosse stato in giri "intellettuali" in cui questi progetti circolano da molto. Insomma da un certo punto in poi, da utile idiota era diventato sempre piu' consapevole di chi era al servizio. Pasolini era diventato un teorico dl complotto. E cosi' alludeva al complotto sul corriere, scriveva Profezia, scriveva Petrolio. In un certo senso si sbagliava: la storia non e' completamente nelle mani di questa gente. Come controllare i Magdi Allan? Povero Pasolini privo di speranza, da "L'usignolo della Chesa cattolica in poi"! E' inutile fare la teoria del complotto: l'intellettuale deve mostrare il lato potitivo, il sneso tracendente della storia. Ma anche se la storia non e' un complotto, e' fatta anche dai complottatori. Che ci sono. Ed e' per questo che Paoslini e' stato ucciso. IL Signore lo abbia in gloria!

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)