mercoledì 23 aprile 2008

Un Paese malato

Holà teste di capra! Non ci credete ma per poco non ritornavo da voi. L'altro ieri tra un tequila e un burritos avevo appreso la notizia che in Italia si erano radunati 80.000 giovani in una piazza di Roma. Non potete capire quanto ero rimasto contento, già stavo preparando un bel post tutto per voi, già ero preparato per dire che avevo ragione, che prima o poi me lo aspettavo che dal sottosuolo sarebbero emerse la gente migliore, che sarebbe rinato di nuovo un movimento come si deve. Pensate che stavo insultando il mio amico Pedro, una vera fotocopia di Zapata. Lui, da quando ha saputo che ero italiano, aveva cominciato a prendermi per il culo, diceva che il mio Paese è diventato pieno di cabròn , e che forse lo era sempre stato visto che la gente migliore veniva nel suo Paese. Basti pensare a Tina Modotti. Ma l'altro ieri ero contento, gli ho sbattuto in faccia la realtà, che a Roma si sono radunati
spontaneamente numerosi giovani provenienti da tutte le città italiane. Pedro, che in realtà è un buon rivoluzionario, era contento di ciò che stava avvenendo. Si è raccomandato di stare attenti, mi ricordava che l'anno scorso ad Oaxaca c'era stata una grande contestazione finita nella peggiore repressione, tanto che addirittura un giornalista indipendente Americano era stato ucciso. A Pedro gli ho ricordato che in Italia è diverso, ma poi mi sono mangiato la lingua quando mi è venuto in mente il G8 a Genova. La feroce repressione, la morte del povero Carlo Giuliani, le denunce di Amnesty, l'assoluzione recente delle forze armate.

Insomma ero pronto a raggiungervi. Pedro possiede un canale satellitare ed era sintonizzato su un canale italiano, mi ha chiamato dicendomi chi fosse quella signora bionda che parlava alla folla di giovani. Sono andato di corsa a guardare la TV, la signora bionda man mano che parlava faceva avvicinare dei giovincelli tutti seguiti da urla e applausi.
Posso dire che ho cominciato a urlare e bestemmiare, altro che movimento, altro che contestazione con lo slogan "un mondo migliore è possibile". Si erano radunati migliaia di giovani per festeggiare "Amici", il programma della Filippi, la signora bionda.

Un Paese malato l'Italia, migliaia di giovani per festeggiare questo mondo, il peggiore possibile.

11 commenti:

Anna ha detto...

E già, e pensa a quanto il calcio riesca a scaldare gli animi di giovani e meno giovani, a renderli combattivi peggio dei rivoluzuonari.Ma poi a queste persone non importa nulla delle sorti del loro e nostro Paese.
Resta in Messico, va'.Ti conviene.
Presto ti raggiungo....

NADIA ha detto...

HOLA MA NON MI DIRE CHE GIA' PENSAVI ALLA RIVOLUZIONE ...MA PER FAVORE SE CI SONO VELINE CALCIATORI O I RAGAZZI DI MARIA ALLORA SI CHE SCENDONO IN PIAZZA MIO CARO , MA PER QUELLO CHE STA SUCCEDENDO DOPO LE ELEZIONI E' ANCORA PRESTO!!!!!!!!!
HAI SENTITO LA NUOVA PROPOSTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE? IL BRACCIALETTO (RUTELLI?UN GENIO)CHE DICI CI FARANNO ANCHE ANELLI E ORECCHINI???????
HASTA SIEMPRE SALUTAMI ZAPATA

Vincenzo ha detto...

Carissimo Incarcerato hai ragione a dire che l’Italia è un paese malato e qui non ci potrà mai essere nessuna rivoluzione fino a quando ci sarà conflitto di interessi, rete 4 abusiva, buona domenica, domenica in, l’imbecillità degli ignoranti di “Amici”, Grande Fratello su 4 canali di sky, e tutta la tv spazzatura dettata dal regime. Siamo un popolo di ignoranti e raccomandati e all’estero crepano dalle risate e vedere certe stronzate…vero? Se vuoi un consiglio non tornare più ovunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia l’importante è che non metti più piede in questo posto schifoso. Ti rigeneri e non guardarci neanche dal satellite, impara il messicano, lo spagnolo o il portoghese e resta lontano da questo mondo malato. Dimenticaci tanto qui ci sarà sempre Berlusconi o la destra ultraconservatrice a dettare legge, gli italiani non se fregano nulla della rivoluzione, della necessità di cambiamento morale, civile ed etico, niente di niente. All’italiano interessa solo la vicinanza con il potente di turno, sentire il suo odore ed eccitarsi, sbandierare commosso la vergogna italiana come la Padania o il simbolo della mafia, fregandosene della repressione e delle macellerie messicane. Io non spero più in un risorgimento anche se cerco nel mio piccolo di sensibilizzare ai valori sani, al senso di responsabilità e del dovere…ci provo vivo circondato da questa marmaglia di ignoranti e leccapiedi. Ti augura una buona permanenza all’estero…ciao!

gardiniablue ha detto...

Siamo noi il terzo mondo, altro che storie ... Quando nelle scuole medie i ragazzini scrivono dei temi innalzando la camorra, la mafia. Quando i modelli che ci propinano ogni giorno in tv sono il "grande fratello", le telenovelas, e scendono in piazza per battere le mani alla De Filippi, ormai siamo più che alla frutta. I ragazzi di oggi, non sanno nemmeno cosa sia la politica, ma conoscono bene il calcio, programmi spazzatura e griffe. Ciao

Andrea ha detto...

Se ognuno degli 80000 avesse donato 10€ per la ricerca, forse adesso non indosserei una cravatta nera per andare al funerale del padre di una mia amica... Scusa il ragionamento un pò fuori luogo, ma il nodo al collo, oggi più che mai, mi sta stretto.

il Russo ha detto...

Incarcerato, cazzo se hai ragione...
Il mondo va sempre peggio, pensa che si é addirittura arrivati a fare i post citandoti: che roba, contessa!

Donna Cannone ha detto...

vedi, vedi? le tentazioni di tornare e la nostalgia passano in fretta. Che questo SPLENDIDO episodio ti sia di monito!!!!

Hasta lueguito

Catwoman ha detto...

Eh sì...fratello è questa la triste realtà dell'Italia, ma non solo. E' inutile che fuggi in un'altro paese perchè la mentalità bacata e conformista ha raggiunto tutti e tutto. Qua più si va avanti ed è peggio,.. altro che rivoluzione M.De Filippi, gf... ed altre porcherie del genere entusiasmano la maggior parte dei giovani... c'è da mettersi le mani ai capelli.
Quiero la revoluciòn ...este mundo tiene que ser revolucionado
A Dios amigos

Future ha detto...

E già caro Incarcerato, oggi si scende in piazza per gli Amici di Maria De Filippi e non per quelle cose per le quali ne varrebbe davvero la pena.
Comunque in Italia c'è ancora una minima parte di sognatori rivoluzionari (come il tuo amico Pedro). Alcuni decidono di emigrare per sentirsi più a loro agio, altri restano e continuano a lottare per un futuro migliore.
Bèh, forse se ne avessi la possibilità, farei come te che sei andato in Messico, nonostante il mio essere ITALIANO mi spinga a restare per provare a contribuire nel mio piccolo!

Ciao e saluti al tuo amico Pedro!

il Russo ha detto...

Ciao buon vecchio incarcerato, fatti un resistente 25 aprile!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Rincretinito oramai.