venerdì 21 marzo 2008

Una pantera nera condannata a morte.

Ci sono persone che vengono rinchiuse in carcere per le loro idee. Alcune di esse vengono addirittura condannate a morte, parlerò di un caso che è finito nel dimenticatoio. Un caso che è avvenuto in un Paese considerato custode di una grande democrazia, e che si permette di esportarla con la forza. Ovviamente sto parlando degli USA, una nazione che si è fondata grazie ad un vero e proprio genocidio. Pensate che cazzo di inizio.
Immaginate un nero che viveva in Filadelfia durante il periodo di repressione nei confronti degli uomini di colore, immaginate che era un giornalista nella piena epoca di menzogne e disinformazione, metteteci anche che apparteneva al Partito delle Pantere Nere durante la peggiore campagna contro le idee di sinistra e dei neri, e il gioco era fatto. Era un uomo pericoloso, un uomo che dava fastidio al sistema, bisognava in qualche modo fermarlo e renderlo innocuo. Si chiama Wesley Cook, ma è meglio conosciuto come Mumia Abu-Jamal. Nato a Filadelfia nel 1954, già da giovanissimo aveva un anima ribelle, un animo buono e portato a difendere i più deboli. All'età di 14 anni Mumia viene arrestato e picchiato per aver protestato contro un meeting del candidato ultras-razzista George Wallace aFiladelfia. Poco dopo questo episodio viene schedato dall'FBI per aver cercato di ribattezzare il suo liceo "Malcom x". Era un pazzo.
Divenne un grande giornalista radiofonico molto riconosciuto e molto premiato, veniva soprannominato "La voce dei senza voce". Nel 1978 la comunità nera di Powelton Village viene aggredita dalla polizia di Philadelphia, comandata dal capo della polizia Frank Rizzo. Mumia ne denuncia la brutalità grave. Rizzo gli promette: "Faremo i conti a te e tutta questa gentaglia". Tre anni dopo la polizia attacca di nuovo la comunità e la bombarda con gli elicotteri: a terra rimangono undici morti, fra cui donne e bambini. Mumia denuncia di nuovo il fatto.

Nel 1981 Mumia aveva un appuntamento con il fratello, quello era il giorno bastardo. Vide un poliziotto che discuteva con accanimento contro il fratello per una contravvenzione, gli metteva le mani addosso. Mumia corse verso di lui per dirgli che doveva finirla e quel poliziotto gli sparò e Mumia svenne in una pozza di sangue. Qualcuno vide tutta la scena e quel qualcuno sparò tre colpi al poliziotto uccidendolo. La fine della storia era che Mumia fu ricoverato e si salvò, ma fu incriminato per l'uccisione del poliziotto. Il processo era presieduto dal giudice
Albert F. Sabo, uno che apparteneva al clan della Fratellanza della polizia di Philadelphia. La stessa che era conosciuta per la brutale repressione che emetteva nei confronti della comunità nera. Ovvio che il verdetto era stato la condanna a morte.

Ancora oggi il buon Mumia vive nel braccio della morte, anche dal carcere non si ferma per le sua battaglie politiche. Ma i tempi sono cambiati e sono rimasti in pochi che ancora lo sostengono. Gli anni delle grandi battaglie sono finite, le pantere nere non esistono più. Ma l'intolleranza nei confronti dei neri esiste ancora in America, il razzismo è ancora presente. Mumia Abu Jamal è un condannato a morte per le sue idee politiche.

Se qualcuno si azzarda a dire che la migliore democrazia è quella Americana, io me lo divoro!

8 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Purtroppo non ci sono vere democrazie nel mondo. Tanto meno quella USA.

Ammiro il coraggio di Mumia che non smette di lottare.

Ele ha detto...

Ma perchè esiste una democrazia in America????eheheh..non fatemi ridere...è un paese che dà troppa importanza alle apparenze e ai soldi...
Non dimentichiamo che gran parte delle guerre che sono in Africa sono causa ed effetto dell'America e dei paesi che gli fanno da cagnolino...la democrazia gli serve solo quando gli fa comodo!Che schifo!

Dama Verde ha detto...

Ciao Incarcerato, ti assicuro che non mi riesce per niente di credere ad una democrazia americana. Ed è vero che ancora oggi i neri non sono voluti.

Complimenti per i tuoi post, che raccontano storie vere, non sempre conosciute e che fanno riflettere.

Ciao!

viola ha detto...

Ciao incarcerato, fai bene a parlare di queste cose ormai purtroppo morte, sepolte e dimenticate...

nonhodormitomai ha detto...

non è tanto il fatto che esistano degli sbagli giudiziari che mi sconvolge, mi rendo conto che in certi campi, come quello giusdiziario appunto o medico sembrano assai più gravi di un qualunque altro errore, ma non si possono eliminare....quello che invece è devastante è il tempo impiegato (quando porta ad una risoluzione positiva) per uscire da quest'errore, se poi, come in questo caso, non c'è nemmeno la una giusta risoluzione....io penso sarei impazzito in carcere

Giuseppina ha detto...

La democrazia americana è strutturata è strutturata in modo che se sei ricco e puoi pagarti un buon avvocato riesci a dimostrare la tua innocenza anche se sei colpevole, se sei povero e negro no! Basta vedere nelle prigioni americane . Le elezioni americane per alcuni candidati sono sponsorizzate dall'industria delle armi, infatti negli Stati Uniti ci sono case che sono dei veri arsenali. Non meravigliamoci se poi ci sono le stragi nei licei. Ciao

Vincenzo ha detto...

Condivido in pieno i commenti di cui sopra. L’America non è una democrazia e il fatto grave è che l’Italia si ispira ai suoi modelli…che schifo! A cominciare dai nostri politici che vogliono prendere come modello il sistema democratico americano…se non cambiano in fretta la legge elettorale è quella la direzione! L’Italia fa ancora in tempo a salvarsi ma il problema è che abbasserà sempre la testa di fronte ad ogni ordine del padrone. Nessuno fino ad oggi è riuscito a liberarsi dall’oppressione americana…nel nostro paese la sua presenza la si deduce soprattutto dal forte quantitativo bellico a cominciare dalle caserme per finire alle testate nucleari. L’America è il simbolo dell’arroganza e della prepotenza e se non stai al suo gioco diventi suo nemico… è questa la verità porca miseria! Dovremmo fare come l’Iran o il Venezuela! Imporre la nostra autosufficienza e proclamare la nostra sovranità a casa nostra. Negli USA prevale ancora le legge del far west…se non hai una pistola in casa sei un coglione perché sarai ammazzato senza poterti neanche difendere. Vedetevi Bowling a Columbine è un film documentario del 2002 diretto da Michael Moore per capire meglio come stanno le cose nel nuovo mondo…ciao.
N.B. complimenti per il blog!

Dama Verde ha detto...

BUONA E SERENA PASQUA, Incarcerato!