venerdì 7 marzo 2008

C'era una volta il Messico (seconda parte)

Ho voluto scrivere questo post perchè domani è la festa della donna, una festa che non tutte le donne, nel mondo, la festeggeranno. Nella prima parte ho parlato brevemente delle qualità di questo stupendo Paese, ma ora parlerò di un fenomeno terribile in cui per la prima volta si usa un termine poche volte pronunciato : il femminicidio! C'è una città del Messico situata al confine con il Texas chiamata Juárez , lì è nata la famosa Margarita (quanta ne ho bevuta nel mio squallido passato) e porta il nome del famoso indios che combattè per la liberazione dai colonialisti spagnoli. Questa città è meta continua di gente povera, specialmente indios privati della loro terra e costretti a lavorare nelle fabbriche per poter sopravvivere. Vi lavorano tutte ragazze dall'età media di diciassette anni e non sono fabbriche normali. Sono delle multinazionali del cazzo nate grazie al NAFTA, sarebbe l'accordo di "libero" scambio nato tra il Messico e gli USA. Producono pezzi di computer a poco prezzo e queste ragazze vi lavorano quasi 12 ore al giorno e sono ovviamente sottopagate. Ma il loro incubo magari fosse solo quello. Ogni volta che escono dalle fabbriche di notte, molte di loro, vengono sistematicamente torturate, stuprate e poi uccise. Questo incubo è iniziato dal 1993(coincide con la nascita del NAFTA) fino ad oggi, pensate che da quando le mamme si sono organizzate in varie associazioni e cominciarono a denunciare al mondo questa cosa, dal 2001 le ragazze uccise non vengono fatte più ritrovare alla luce del sole. Infatti, ogni qual volta che qualche ragazza non ritorna a casa, le mamme sono costrette a scavare sabbia nel deserto con la speranza di ritrovare il corpo. Quando lo trovano, che è anche difficile riconoscere l'identità perchè orrendamente mutilato, vi piantano la croce rosa. Il deserto vicino a Juàrez ne è pieno di croci. Sapete fino adesso quante povere ragazzine sono state uccise? Cinquemila! Tutte uccise da bande di narcotraffico e da criminali comuni. Grazie alla complicità della polizia in primo luogo, e la copertura del governo Messicano e quello Statunitense per non mettere in cattiva luce le multinazionali, ogni giorno viene commesso questo femminicidio.
Indignamoci e domani regalate alle donne delle mimose, ma sporche di sangue!

5 commenti:

PEPE ha detto...

Caro incarcerato, la tatangelo non ha quarant'anni, ma solo 21!!!!(è che è "truccata da bestia", come ha detto Chiambretti). Complimenti per il blog, credo che ripasserò spesso, sono molto incuriosita!!! Come tutti quelli che ti inviano lettere e email immagino... a presto, j

gabrybabelle♥ ha detto...

a di sicuro siamo propio tutti nella stessa barca,e la politica s econtinua cosi?'finiremo all'argentina Pinochettiana,non so chi sta meglio,a quanto pare oggi abbiamo avuto la stessa idea,il continente è un'altro ma il problema è lo stesso identico,c'è da chiedersi dove viviamo??bhoooo,un abbraccio incarcera' ma un nom emigliore,tanto per non sentire sta parola che oddddio, gabrybabelle basta un'altro nick!!

gabrybabelle♥ ha detto...

lo conosci??
http://mondogabriella.spaces.live.com/

Giuseppina ha detto...

Il mio pensiero quest'anno per le donne indiane costrette dalla nascita alla morte a dover restare sotto tutela del padre, del marito o dei figli maschi, che possono disporne a piacimento.La tradizione indù prevede che la sposa sia completamente sottomessa alla famiglia del marito, sulla pira del quale fino a non molto tempo fa doveva immolarsi in caso di morte dello stesso. Vengono sfruttate nelle attività domestiche e svolgono lavori durissimi. Le donne sono considerate un peso per la famiglia, un investimento senza nessun ritorno. I templi sono ancora stracolmi di vedove di tutte le età, cacciate dalla famiglia del marito defunto, a cui i figli appartengono, e respinte da quella natale, e che si guadagnano uno scarso piatto di riso a cambio di giornate intere spese a recitare mantra in suffragio o per conto di ricchi fedeli lontani, o che semplicemente vivono di elemosina.... Il mio pensiero a quelle donne che muoino per mano dell'uomo. Grazie Giuseppina

duccio ha detto...

C'è anche un film del 2006 con Jennifer Lopez e Antonuio Banderas, 'Bordertown' che racconta le vicende di Ciudad Juarez, ed è fatto molto bene. Le fonti ufficiali riferiscono di più 400 tra omicidi e scopmarse, ma, come tu ricordi, potrebbero essere anche più di 5.000.
;-) duccio