lunedì 25 febbraio 2008

Il tiro a bersaglio

Cari figliuoli, questa è una storia che non avrei mai voluto raccontare! Una storia che porca troia potrebbe non crederci nessuno, ma è la pura verità. Molto tempo fa avevo fatto amicizia con un detenuto, condivideva la mia stessa cella. Era croato e prima di venire qui in Italia, già aveva avuto modo di conoscere degli italiani. Si perchè lui era stato il loro tiro a bersaglio di questi nostri onesti e rispettabili cittadini . Quel povero disgraziato si era salvato per miracolo da questo macabro divertimento. Volete che ve la racconti tutta? Allora fate un grande respiro, mettetevi comodi e leggete questa storiella. E' una storia che coinvolge ricchi imprenditori e nobili annoiati, quella noia che solo la ricchezza può dare, quel denaro che porta a marcire l'animo delle persone, a volte è alienante e porta alla distruzione altrui. Qualche anno fa questo scandalo coinvolse acuni imprenditori di Bologna, la città rossa, ora di un rosso sbiadito. Una città tranquilla e vivibile, in cui ogni tanto accadevano eventi inspiegabili, che andavano da assassinii senza un movente preciso, fino alle stragi compiute dai poteri occulti dello Stato, anche queste senza che mai un colpevole fosse stato identificato. Ma i delitti,questa volta, venivano compiuti fuori, all'estero. Un hobby, come dicevo, molto particolare, un servizio che una società camuffata da agenzia di viaggi offriva ai suoi "amabili" clienti. A capo di questa società c'era, appunto, un insospettabile imprenditore bolognese e i clienti erano dei merdosi ricchi imprenditori e avvocati. Queste persone, annoiate dalla facilità con cui i faggiani si lasciavano spappolare, venivano portate in Croazia, e precisamente in un territorio controllato dalle milizie utascia, e lì si dilettavano a fare il tiro a segno sugli abitanti di villaggi serbi e bosniaco-musulmani. Cecchini del fine settimana insomma. Questo è lo schifoso hobby di cui volevo parlare, questa è la battuta di caccia(all'uomo)che praticavano questi "rispettabili cittadini e laboriosi imprenditori". E nonostante ciò, il mio amico sopravvissuto, in Italia riusciva a non provare odio verso tutti gli Italiani. Riusciva a non generalizzare porca troia. Quello che noi non facciamo nei confronti degli altri.
Ora teste di capra voi mi direte perchè questa notizia non è mai stata diffusa...ma a chi cazzo frega dei serbi croati che venivano maciullati! La guerra è guerra!
Ma vaffanculo!

7 commenti:

gardiniablue ha detto...

Anch'io, anni fa, avevo conosciuto un nobile che diceva di appartenere alla massoneria. Allora ero una ragazzina e nemmeno capivo il significato di questa parola. Mi diceva sempre: non si saprà mai nulla di tutto ciò, troppi poteri occulti ... Lo so che scrivo male, ma mi adeguo :-))

Vincenzo ha detto...

Ciao testa di capra ma davvero sei un detenuto? Incredibile quante cose si riescano a fare al giorno d'oggi nonostante le restrizioni delle libertà individuali eh? Pensa che anche Vallanzasca ultimamente è evaso sul suo blog personale e ciò è la prova che internet rimane l'unico luogo dove potersi ritenere davvero liberi. Non ti conviene evadere tanto prima o poi ti riacciuffano e poi passeresti tutta la vita peggio che in carcere vedi ad esempio come si ridusse Provenzano prima di essere catturato grazie alla soffiata di qualche politico che lo ha protetto.
Comunque i tuoi argomenti sono di grande attualità e siccome sono affini alle mie vedute ti terrò sotto controllo molto spesso. Ciao alla prossima...

ariana ha detto...

http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_30/vallanzasca_blog_internet.shtml

dedicato agli ingenui che credono che l'autore di questo blog sia un ergastolano. Incarcerato nelle prime righe dell'articolo si legge "poiché la condizione di detenuto non consente a Vallanzasca di connettersi alla rete", regola che vale per tutti.

demopazzia ha detto...

racconto atroce ma illuminante. mentre i nostri concittadini si lamentano perchè i barboni sui tram sono maleodoranti, o perchè adesso dice, si sente straniero a casa invaso dai romeni e i polacchi, c'è chi rischia la vita per il capriccio di qualche grasso borghese viziato. il bunji jumping non basta più evidentemente
ciao testa di capra

Pat pat ha detto...

Che cosa disgustosa, non posso dire nulla in aggiunta al sentimento di disprezzo che già provo.
Ma l'Italia non era lo stato che ripudiava la guerra? Le barbarie sono però concesse.

Dama Verde ha detto...

Sono sconvolta, ma perché non citi le fonti? E' possibile falo? perché lo pubblicherei anch'io quanto hai scritto tu. E' una vergogna.

Dama Verde ha detto...

Ciao Incarcerato, sono venuta qui ora per invitarti sul mio blog: http://lenostrestagioni.blogspot.com

Quando puoi, ti aspetto.

Ciao!