calpestavi quell'asfalto consumato dalla moltitudine del mondo,
l'afa di Agosto consumava il tuo corpo inebriato dall'alcol,
ultimo rifugio per la consolazione.
Accendevi l'ennesima sigaretta,come alibi del tuo camminare senza meta.
E amavi osservare i barboni, le puttane, i matti che urlavano;
ma non era forse lo specchio dell'anima interiore,
tormentata da pensieri nobili e indicibili nel contempo?
La paura del futuro incerto, dell'amore non corrisposto, della lotta fallimentare e dell'abbandono.
"Ho bisogno di aiuto, non so che fare!"
"Oramai sei grande, veditela da solo"!
A vent'anni si era già grandi? Forse.
Si fece giorno e osservavi le nuvole bianche,
e ricordavi che da bambino le osservavi come tutti,
e innumerevoli immagini passavano davanti a te.
Pare che succede prima di morire,
tutta la vita in un attimo.
Immagini in dissolvenza.
Uno stormo improvviso sorvolò la Stazione.
Sensazione di libertà.
E accendesti una nuova sigaretta,
come alibi per l'attesa...